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05.09.2016
il Discorso di Silvia Folchi alla manifestazione antifascista di Chianciano Terme: del 4 settembre 2016

Oggi è un giorno di festa per Chianciano.

Quella che era nata come una doverosa presa di posizione dell’Anpi CONTRO una manifestazione si è ben presto trasformata nella consapevolezza che questa città e questo territorio hanno dentro di sé il migliore degli anticorpi, in grado di fare fronte, quando occorre, non solo alle aggressioni più becere e scomposte, ma anche a quelle striscianti e talvolta più difficili da individuare allo sguardo superficiale. E qui di superficialità deve essercene stata tanta, io credo.

Sono gli anticorpi dell’ANTIFASCISMO, della capacità di riconoscersi comunità, di fare fronte comune riuscendo a mettere insieme, senza doverle negare, le singole identità.
Non è un passo facile né scontato, come la storia della sinistra italiana ci insegna. Per farlo occorre ogni volta rinunciare a qualcosa di sé, occorre essere generosi e lungimiranti. Occorre avere un progetto e condividerlo, e magari rischiare di contaminarlo.

Ma qualche volta funziona: la storia ce lo ha dimostrato. E’ quello che riuscirono a fare i partigiani 70 anni fa, quando seppero unire forze anche molto diverse, trovando la migliore delle mediazioni possibili. E’ quello che riuscirono a fare i costituenti quando – anche in quel caso – trovarono una mediazione alta, rinunciando ognuno a qualcosa, ma riuscendo a costruire quell’opera straordinaria su cui si sarebbero rifondate le regole del nostro Paese.

E’ per questo motivo, forse, che la manifestazione di oggi non poteva che essere promossa dall’Anpi, perché è nel nostro Dna l’idea che non possiamo risolvere individualmente quelle che riteniamo siano le battaglie di tutti. E’ nella nostra cultura trovare ognuno da solo la strada per poi percorrerla tutti insieme. Obbedire ciascuno alla propria responsabilità individuale per condividere un progetto collettivo.

Dico questo perché so già che non piaceranno ad alcuni gli interventi di altri, e non piacerà ad altri essere nella stessa piazza in compagnia di alcuni. Ciascuno si proponga la soluzione che ritiene più giusta per sé. Quanto all’associazione che io rappresento, posso dirvi che il nostro obiettivo lo abbiamo chiaro, ed è la difesa intransigente della partecipazione democratica, dell’antifascismo, della conoscenza e dell’applicazione della Costituzione repubblicana.

Oggi è una giornata di festa perché un risultato importante lo abbiamo già ottenuto: siamo in tanti, abbiamo lavorato sodo perché nessuno ci ha regalato nulla, si sono uniti a noi compagni di percorso con i quali non necessariamente condivideremo tutti gli obiettivi, ma con cui a partire da oggi vorremmo spartire, oltre alla contrarietà al fascismo, che già ci unisce, un’elaborazione politica.

Oggi mi sembra perfino banale dire che occupiamo questa piazza per dire no al fascismo.
Noi vogliamo molto di più: gli studenti vogliono molto di più; i centri antiviolenza vogliono di più; vogliono di più coloro che si occupano di solidarietà verso i richiedenti asilo, o chi si batte per i diritti civili. E se dovessi raccogliere in una sintesi stretta stretta che cos’è che tutti vogliamo dovrei dire: vogliamo partecipare più direttamente alla cosa pubblica, vogliamo che la nostra delega non sia messa continuamente in discussione, vogliamo che non ci sia sempre maggiore distanza tra noi e la politica, come se la politica non ci riguardasse o come se qualcuno, deputato a occuparsene, appartenesse a un mondo che non sembra più il nostro.
La partecipazione diretta alla vita democratica, la discussione, l’elaborazione di progetti condivisi sono, credo, la migliore medicina contro il fascismo.

I progetti: una delle cose che l’Anpi provinciale di Siena farà, di concerto con le sezioni locali, sarà di chiedere ai consigli comunali di tutto il territorio di votare un ordine del giorno che metta al bando le manifestazioni organizzate di carattere fascista o razzista. Si tratta molto semplicemente di lavorare sul regolamento comunale per la concessione di spazi pubblici, istituendo meccanismi di intervento che consentano di negare il rilascio delle autorizzazioni ad associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista e alla sua simbologia, o alle discriminazioni razziali, religiose, sessuali, verificati a livello statutario o per attività pregressa o per evidente violazione delle leggi Scelba e Mancino. Lo ha fatto il Comune di Nova Milanese, nel 2013, lo può fare la democratica Toscana adesso.

A chi ci accusa di non essere democratici perché ci opponiamo all’espressione del pensiero di altri, rimando alla lettura dei testi di legge, oltre che della Costituzione che da sola basterebbe a spiegare agli ignoranti perché la piazza di Chianciano oggi è piena di gente: perché ce la siamo ripresa.

Coloro che nel modo più faticoso e concreto hanno fatto politica in questi giorni per rendere possibile tutto questo sono i compagni della Valdichiana, che si sono raccolti intorno alla sezione dell’Anpi e che si sono ripresi una pratica che da un po’ non era più in uso per molti. Mettere in piedi una manifestazione come questa non è uno scherzo. Vuol dire gestire le comunicazioni, i rapporti con le istituzioni, il palco, gli interventi. Vuol dire saper mediare ma vuol dire anche mettersi in grado di montare un impianto audio. E’ quel lavoro oscuro, faticoso e vivace che si chiama organizzazione, e che sperò darà i suoi frutti anche dopo questa giornata, perché mettersi a lavorare gomito a gomito per un obiettivo condiviso è già di per sé fare politica.

Io spero che dopo questo lungo sonno, che sembrava fosse diventato eterno, ci possiamo di nuovo, una mattina, tutti svegliare.

L’Anpi, come vedete, c’è.

Silvia Folchi
Presidente Consiglio Provinciale ANPI Siena

 
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