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08.02.2018
Il comunicato stampa di ANPI Siena in merito alla sospensione della Manifestazione antifascista prevista per il 10 febbraio a Macerata

Anpi Siena ha sempre convintamente perseguito una prassi di cooperazione con le Istituzioni dello Stato con l'obiettivo di difendere la legalità costituzionale che non prevede la ricostituzione del partito fascista, sotto qualsiasi forma.
Nella presente e convulsa fase pre-elettorale, tale linea è fortemente scossa dalla facilità con cui le liste dichiaratamente neo-fasciste sono state ammesse su tutto il territorio nazionale alla competizione elettorale dagli organi giurisdizionali chiamati ad applicare la legge, pur in presenza di numerosi segnali di recrudescenza del neofascismo nelle sue forme consuete della violenza, dell'odio e della tracotanza. Quello che è accaduto a Macerata - in cui un tragico fatto di cronaca viene evocato a pretesto per una reazione razzista di chiara marca neofascista - aggiunge ulteriori motivi di preoccupazione: la decisione di Anpi, che ha fatto seguito a quella di altri soggetti istituzionali dell'antifascismo nazionale, quali Arci, CGIL e Libera, di aderire all'invito a sospendere la preannunciata marcia antifascista, ci trova contrari. A nessuno sfugge quanto il clima di conflitto vissuto localmente possa aver influito in una decisione prudente; ma occorre ribadire che non si possono vietare contemporaneamente manifestazioni neo-fasciste e manifestazioni antifasciste: nessun parallelismo può e deve essere tollerato tra il richiamo ai valori della Resistenza e della Costituzione, che stanno alla base della dignità nazionale e ciò che, nell'ottantesima ricorrenza delle leggi razziali, torna a infangare il processo di riscatto democratico del nostro paese.
La decisione di organizzare altrove ed in altra data, la manifestazione antifascista, assunta dalle organizzazioni nazionali, adesso, lascia nelle mani delle autorità dello Stato il potere di impedire, con ogni mezzo, la realizzazione di manifestazioni illegali da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti; affida a quelle stesse sedi istituzionali anche l'obbligo di tutelare, invece, l'innegabile e non conculcabile diritto a manifestare di chiunque contro lo scempio dei conati neofascisti.
Ogni atto, ogni decisione di pubblica sicurezza e dell'autorità prefettizia, che potrà consistere o essere letta come equiparazione di valori contrapposti, dovrà essere posta in carico alle autorità locali e insieme al Ministro degli Interni ed al Governo della Repubblica; ogni concessione alla tracotanza dei neofascisti sarà un oggettivo contributo al deterioramento della fiducia nella volontà istituzionale di perseguire le finalità costituzionali di libertà, eguaglianza, democrazia.
La credibilità delle istituzioni non è un bene illimitato: Anpi Siena chiede che se ne tenga conto, auspica che la presenza dello Stato a difesa dei valori della democrazia - che non contemplano il diritto di fascisti e dei razzisti a sfilare- non si concretizzi come altre volte con manganellate inferte indiscriminatamente.
La violenza simbolica del tricolore usato come "copertura" dal fascio-leghista di macerata, e lasciata sulle sue spalle, deve far orrore a chi ha giurato di servire quello stesso Stato che la assume come bandiera, e deve motivare una reazione che non sia l'ingiustificata e infondata "terzietà" dello Stato tra fascismo e antifascismo. Lo Stato Costituzionale è antifascista o non è legittimo.
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