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25.04.2018
Il discorso di Valdo Spini per il 25 aprile 2018

Il 9 luglio del 1923, Carlo Rosselli conseguiva a Siena una seconda laurea (dopo quella al Cesare Alfieri), con una tesi intitolata “Prime linee di una teoria economica dei sindacati operai.” Relatore il prof. Giovanni Lorenzoni che doveva cadere nell’agosto 1944 durante la liberazione di Firenze, nel tentativo di salvare la figlia Tina, prigioniera dei tedeschi, che l’avrebbero trucidata.
Carlo Rosselli, sembrava destinato ad una brillante carriera di studioso di economia, in parallelo con quanto stava facendo il fratello Nello nel campo della storia.
L’anno dopo, come ricorda un senese illustre, Mario Bracci, Carlo Rosselli diviene assistente di Luigi Einaudi, e l’anno dopo ancora riceve un incarico di Economia Politica nell’Istituto di Scienze Economiche e Commerciali di Genova. Una brillante carriera quindi, stroncata dal fascismo e dalla repressione violenta del regime nei confronti dell’attività degli oppositori. Una carriera cui lo stesso Carlo Rosselli rinunciò per condurre un’incessante lotta contro il regime.
I Rosselli, Carlo e Nello, partecipano a quella che potremmo definire la Prima Resistenza, quella opposta all’avvento del regime di Mussolini e che è la diretta ispiratrice della seconda resistenza quella in armi contro l’invasore tedesco e il governo collaborazionista della Repubblica di Salò. È importante sottolineare il coraggio e l’intensità di questa prima Resistenza. Intanto perché, senza questa non si spiegherebbe la seconda e, nel caso specifico, l’azione delle Brigate Rosselli che, dopo le Garibaldi del Partito Comunista, furono la seconda forza militare combattente appunto della Resistenza italiana. Ma, e forse soprattutto, perché in questo modo si smentisce chiaramente quella teoria della riconciliazione, di cui si sono avuti echi anche in questa Regione, che parte dell’armistizio dell’8 settembre del 1943 per procedere ad una sorta di equiparazione tra chi combatté contro i tedeschi di Hitler ed i fascisti di Mussolini e chi invece rimase fedele al duce e all’alleato nazista.
Ma voglio dedicare ancora qualche parola proprio su Siena per ricordare che la tesi di Carlo Rosselli, tutta protesa all’interesse e all’ammirazione per il movimento laburista inglese e quindi per un socialismo non marxista, contiene molti semi di quello che sarà il suo testo teorico, Socialismo Liberale, scritto al confino di Lipari nel 1929 e pubblicato in francese, a Parigi, nel 1930 dopo la sua clamorosa evasione insieme ad Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti.
Carlo Rosselli era un socialista postmarxista che partiva dal socialismo per considerarlo il realizzatore delle condizioni economiche e sociali che rendessero effettive il godimento delle libertà, di tutte le libertà per tutti i cittadini. Successivamente, all’inizio degli anni quaranta, i liberal-socialisti di Guido Calogero e Aldo Capitini si mossero simmetricamente dal pensiero liberale di Croce considerando astratta la sua religione della libertà senza un programma di riforme di stampo socialista.
Tra i liberalsocialisti confluiti poi nel Partito d’Azione voglio ricordare un altro illustre cittadino senese, Mario Delle Piane, che animò già nel 1937 a Siena un gruppo di giovani antifascisti, che fu imprigionato nell’aprile del 1943 e liberato il 2 agosto, dopo la caduta di Mussolini e poi partecipò nella Resistenza con il partito d’Azione. Fu proprio lui a farmi conoscere, quand’ero ancora ragazzo, Vittorio Meoni che voi oggi giustamente ricordate. Mario Delle Piane ha scritto, tra gli altri suoi libri, un testo, “Funzione storica dei Comitati di Liberazione Nazionale” che rimane un punto di riferimento fondamentale per chi vuol capire il significato politico della Resistenza Italiana. Ma poiché non vogliamo trascurare il ruolo delle donne voglio ricordare anche l’arresto nel 1944 della sua fidanzata (poi moglie) Gina Guerrini detenuta, insieme alla sorella Lina, per varie settimane nelle carceri senesi.

Valdo Spini
Presidente Fondazione Circolo Rosselli
 
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